Cari Lettori, da molte settimane ormai stiamo assistendo a un continuo attacco, orchestrato dal mainstream congiuntamente alla falsa controinformazione, contro il Presidente degli Stati Uniti in carica Donald Trump.
Il tempo in cui la massima carica dello Stato americano veniva riverita e quasi osannata nella vecchia Europa è finito, per lasciare il posto ad una operazione di screditamento senza precedenti.
E’ così che Trump è stato accusato praticamente di tutto, dall’accusa di corruzione alla pedofilia, all’aver insabbiato i files di Epstein, fino ad essere manovrato dai “sionisti”. Solo per dare voce alla falsa controinformazione.
Proprio in queste ore negli Stati Uniti la sinistra e persino alcuni repubblicani stanno reagendo in modo ridicolo alla reazione del Presidente Trump al commento di domenica sera del lottatore di UFC Josh Hokit: «Michelle Obama è un uomo».
Trump ha infatti accennato un brevissimo sorriso.
Ma come ha appena scritto la testata americana The Gateway Pundit:
«Ma dopo tutti i vili attacchi a Trump e alla sua famiglia, compresi quelli alla First Lady Melania Trump, incluse le accuse di complicità con i crimini di Jeffrey Epstein o di esserne stata vittima, a chi importa davvero che un lottatore di UFC abbia definito Michelle Obama un uomo – un’affermazione in cui una larga parte del Paese crede fermamente?»
Tornando nella vecchia Europa l’obiettivo comune perseguito dai media è togliere speranza a tutti coloro che comprensibilmente hanno sperato che il regime dittatoriale, dettato da burocrati non eletti da nessuno e ormai saldamente installato nel Continente, potesse finalmente giungere a termine.
L’economista italiano Gianmarco Landi da tempo, fra i pochissimi che hanno osato andare controcorrente, ci ha lasciato puntualmente analisi lucide sullo stato della situazione difendendo l’operato di Donald Trump, in quella che si è rivelata essere una delle sfide più difficili da quando è tornato a rivestire la carica di Presidente degli Stati Uniti d’America.
Ovvero la guerra scatenata da Israele e quindi dagli Stati Uniti contro l’Iran.
Fra pochi giorni sarà infine firmato l’accordo che sancirà la pace fra USA e Iran, mentre Donald Trump ha rimproverato pubblicamente il Primo ministro israeliano Netanyahu dopo gli attacchi dei giorni scorsi alla periferia sud di Beirut contro obiettivi di Hezbollah.
Landi ha sostenuto sin dall’inizio del conflitto che Donald Trump abbia giocato un’abile partita tattica, prendendosi gioco delle potentissime lobby sioniste ed evitando lo scontro frontale con esse, perseguendo tuttavia lo scopo finale di screditare agli occhi del mondo intero Israele e la sua ferocia scagliata contro i civili inermi.
Da questo conflitto l’attuale Presidente degli Stati Uniti non potrà che uscirne vincitore, mettendo a tacere, in evidente imbarazzo, tutta la falsa controinformazione.
Ascoltiamo allora Gianmarco Landi, nel recentissimo video di Visione TV, rivelare importanti retroscena che hanno animato in questi anni, fin dai tempi della presidenza Obama, l’attuale scenario del Medio Oriente.
Buon ascolto e buone visione.