Cari Lettori, torno a pubblicare su Il Sale della Terra il penultimo articolo comparso sul blog Il granello di senapa. Solo qualche settimana prima che Italiaonline S.p.A. ne operasse – come annunciato lo scorso 29 aprile – la definitiva scomparsa, insieme all’altro mio blog, ormai storico: Ambiente e politica.
Come vi sarete probabilmente accorti, la scomparsa de Il granello di senapa ha comportato in un solo istante la contemporanea scomparsa di tantissime fotografie di questo blog e l’annullamento dei molti link di riferimento presenti. Le immagini, infatti, a causa delle difficoltà che il nuovo editor de Il Sale della Terra presentava, per comodità erano state copiate da Il granello di senapa, ritenendo ingenuamente chi scrive il suo indirizzo sicuro.
Motivo per cui, adesso, pazientemente e poco alla volta, sarò costretta a caricarle sul Sale della Terra per poter colmare il vuoto lasciato.
I Lettori più attenti avranno notato inoltre che ho già pubblicato sulle pagine di questo blog tutti i vecchi articoli (retrodatati) provenienti da Ambiente e politica, compresi quelli dell’epoca COVID.
Il tutto in una corsa contro il tempo per salvarne i contenuti.
Entrambi i blog infatti hanno dovuto affrontare una crescente censura da parte di Google, fino alla loro completa soppressione da parte della stessa Società che ne aveva permesso la vita e pubblicato gli articoli nel tempo.
Tuttavia ho lottato perché Il granello di senapa continuasse la sua vita e la sua missione: finalmente, da pochi giorni, il nuovo blog ha potuto riprendere le sue attività.
Buona lettura.

Lo screenshot, scattato poche ore prima della rimozione de Il granello di senapa, mostra nel contatore delle visite (al centro a destra) il traffico eccezionale del blog, che nelle ultime settimane aumentava costantemente di quasi un migliaio di visitatori al giorno. Molti lettori provenivano anche dagli Stati Uniti
Pubblicato su Il granello di senapa Libero blog, il 14 maggio 2026.
Non potevo permettere che questo blog finisse così, chiuso a forza contro la volontà di chi lo aveva creato.
Se poi pensiamo alle particolari circostanze nelle quali Il granello di senapa ha visto la luce, allora questa affermazione assume ancora più forza.
Pertanto, ho deciso di acquistare un dominio sul web per creare un nuovo sito, benché la mia decisione comporti un ovvio aggravio economico.
Sentivo di doverlo fare. Ma non sarà un nuovo blog a nascere: sarà sempre Il granello di senapa che ritornerà a vivere. E ritornerà a vivere in modo singolare, come altrettanto singolare era stata la sua creazione. A ben riflettere, un blog nato “per caso”, senza la cosciente volontà di chi lo aveva ideato, passerà adesso – in un certo senso – attraverso un processo di “morte e risurrezione”.
Non rinnoverà la sua veste grafica, non me ne hanno dato il tempo. Tuttavia il blog manterrà inequivocabilmente la sua identità. D’altronde Il granello di senapa aveva sin dal suo inizio una missione da compiere, missione che non è ancora giunta a termine.
Ho scelto significativamente l’ultima immagine di copertina in onore a San Michele Arcangelo, il Gran Principe, sotto la cui protezione rimane e rimarrà questo blog, chi vi lavora e soprattutto tutti coloro che, armati di buona volontà, lo leggeranno.
L’indirizzo web del nuovo Il granello di senapa è il seguente: https://www.ilgranellodisenapa.com/
Troverete per adesso il sito in lavorazione.
Inoltre questo è molto probabilmente il mio ultimo articolo pubblicato su queste pagine: per qualunque problema o comunicazione, finché il sito non entrerà in piena funzione, potete seguirmi su Il Sale della Terra.
Certo, è una corsa contro il tempo: il tecnico della società che mi sta aiutando, di cui mi guardo bene dal fare il nome, non mi ha potuto garantire nemmeno che tutti i contenuti degli articoli saranno salvati. Possiamo solo sperarlo.
Ovviamente tutti i link interni, dal 9 giugno, daranno: “pagina non trovata” negli articoli trasferiti sul nuovo sito. E così anche tutti i link diretti verso i vecchi articoli di Ambiente e politica.
Chi ha posto in essere tutto ciò non si è fatto molti scrupoli sul danno arrecato a un blog pienamente in attività.
Dal canto mio sto cercando di salvare manualmente tutto quanto mi è possibile, comprese le fotografie. Anche ora sono costretta a scrivere di fretta: perdonerete le possibili sviste e le imperfezioni.
A fine aprile avevo appena finito di rimettere al loro posto tante, tante fotografie scomparse da Il granello di senapa e contemporaneamente anche da Ambiente e politica.
Infatti questo fastidiosissimo problema si è presentato costantemente nel tempo su entrambi i blog. Con un picco negli ultimi mesi. Ambiente e politica, nonostante le foto siano caricate dal sistema con il loro indirizzo, non acquisiscono a loro volta l’indirizzo del blog, che non è un sito. Pertanto, se rimosse dai siti di provenienza, scompaiono irrimediabilmente.
Per Il granello di senapa, il sistema si presenta invece lento a caricare e spesso non permette di caricare certe foto “per motivi di sicurezza”.
È così che in passato la maggioranza delle foto sono state acquisite con il “copia incolla”. Questo mi ha esposto successivamente alla loro progressiva scomparsa, che a volte è sembrata proprio orchestrata.
Infatti a sparire sono state anzitutto le foto più scottanti, i cui siti – per la maggior parte sconosciuti blog – che le contenevano, sono stati rimossi. Oppure le fotografie hanno cambiato indirizzo, pur rimanendo al loro posto, come è accaduto per tutte le immagini storiche tratte da Wikipedia.
Da oltre un anno, una per una, ho dovuto “blindare” tutte le foto; in particolare le più importanti, caricandole con molta pazienza sull’album del granello di senapa, molto spesso tramite screenshot.
Le ritenevo ormai al sicuro. Ma fra pochi giorni il mio lungo lavoro sarà ovviamente del tutto vanificato. E molte foto storiche, difficilmente reperibili, potrebbero andare perdute.
Come le immagini che mostrano la morte di un giovane e il ferimento di un altro, da parte delle forze dell’ordine, in via Medina a Napoli nei prima metà del mese di giugno del 1946. Si avvicina ormai il 2 giugno, festa della Repubblica italiana, ed è giusto ricordare tutti gli avvenimenti che caratterizzarono quei giorni: non solo i proclami e le belle parole di circostanza.
Se cercherete la voce “strage di via Medina” su Wikipedia, non troverete una sola fotografia che mostri quei giorni di sopraffazioni brutali.
Giorni di infamia indicibile, una piazza Tienanmen molto prima che accadesse, dove, per ordine proveniente da Roma impartito da Giorgio Amendola, fu inviata una squadra di celerini, selezionati per ferocia, tutti provenienti dal Settentrione e, chissà, probabilmente dalle patrie galere.
Furono inviati a sedare con il sangue la rivolta dei napoletani, allorquando si diffuse la voce di brogli avvenuti nel referendum Monarchia o Repubblica indetto il 2 giugno 1946.
Ci rimangono le cronache di quegli scontri nel quotidiano “Italia nuova”, diretto da Enzo Selvaggi.
L’8 giugno un bambino di dodici anni fu colpito violentemente alla testa da un colpo di manganello usato da un ausiliario della Polizia, uccidendolo sul colpo. Il cadavere rimase al centro della strada per oltre un’ora tra l’indignazione popolare.
L’11 giugno un corteo di ben 100.000 persone percorse le vie di Napoli. I manifestanti sfilavano sotto una pioggia di fiori tra due ali di folla plaudente.
La mattina del 10 giugno «si sono avuti – secondo quanto riportò “Italia nuova” – numerosi incidenti presso le edicole dei giornali dove era esposto L’Avanti! Il giornale socialista ha riportato ridicole calunnie e ha scritto che a Napoli le squadre monarchiche saccheggiano i magazzini, che i Carabinieri fanno causa comune coi dimostranti, che i viveri mancano e che i cittadini vengono aggrediti e percossi. La popolazione, giustamente indignata, ha sequestrato le copie del giornale e molte ne ha affisse sui muri con la dicitura: “E’ vero?”
Il prefetto di Napoli è stato costretto a smentire. Nel pomeriggio sono stati celebrati i funerali delle vittime degli incidenti dei giorni scorsi. Veramente grandiosi sono stati quelli di Carlo Russo, dodicenne, ucciso da una raffica di mitra».
I celerini spararono sulla folla di manifestanti, mentre una giovane di 19 anni venne investita e uccisa da un’autoblindo della polizia (13 giugni 1946). Picchiarono selvaggiamente anziani e donne: Roma non poté contare allora sull’appoggio dei Carabinieri, fedeli al re e schierati a favore della popolazione, che tentarono anche di difendere in quei giorni bui.
I morti in tutto furono 18. I feriti gravi, di cui 10 morirono successivamente, furono 51.
Non è certamente un caso che i celerini, ovvero gli appartenenti ai Reparti Celeri, furono istituiti alla fine del 1944 dall’allora ministro dell’Interno Giuseppe Romita per la gestione dell’ordine pubblico della Capitale, la difesa di Palazzo Viminale e di altre sedi istituzionali.
Lo riporta la stessa Wikipedia, la quale ci informa infatti testualmente che: “la Compagnia celere accoglieva i preziosi consigli delle autorità alleate che, nei rispettivi paesi, avevano adottato da tempo organi di polizia più efficaci per le inedite attuali condizioni dell’ordine pubblico nelle città italiane, da poco liberate dal giogo nazifascista”.
Giorni di storia italiana cancellati, strappati via dai libri di scuola, le cui innumerevoli testimonianze fotografiche dell’epoca sono state oscurate.
Così, nel mio articolo del 24 marzo 2024 recentemente revisionato anche nel testo, al link di rimando in proposito, troverete attualmente la dicitura “impossibile raggiungere il sito”: esattamente quello che avverrà del mio blog, sotto i miei occhi ancora increduli, il 9 giugno.
Per una strana coincidenza, ciò avverrà nei primi giorni di giugno, proprio quando si proclamò in Italia una Repubblica che la Corte di Cassazione del tempo si rifiutò nettamente di proclamare; né mai seguì negli anni successivi un pronunciamento della Corte di Cassazione che proclamasse la Repubblica italiana.
Nel 1959 inoltre la magistratura di Roma affermò che Umberto di Savoia era “ancora re e non ex re”.
Wikipedia non dice infatti la verità alla voce: “Nascita della Repubblica Italiana” quando afferma che “i risultati furono proclamati dalla Corte di Cassazione il 10 giugno 1946”.
Sfido chiunque a smentirmi.
Il presidente della Corte di Cassazione, Giuseppe Pagano, si dimise insieme a tutti gli altri membri per protesta, in quei roventi giorni di giugno del ’46, dopo le gravi minacce ad opera di Pietro Nenni e Sandro Pertini.
Sotto le immagini “incriminate”, fra tante altre, che ho dovuto “blindare”:


Fotografie scattate a Napoli immediatamente dopo gli scontri
Su questo blog ho cercato infatti, per quanto mi è stato possibile, di diffondere la verità.
«La verità vi farà liberi» (Gv 8,32), scrivevo cinque anni fa, quando cominciai.
Questo è il motivo per cui Il granello di senapa non ha mai avuto l’intento di terrorizzare nessuno: piuttosto la speranza è stato il motore instancabile che ha sempre animato queste pagine.
D’altronde lo stesso nome: Il granello di senapa, rimanda in sé alla speranza, una speranza che non delude. Perché il Regno dei cieli è simile, come dice il Vangelo, a un granellino di senapa che, crescendo, «diviene più grande di tutti gli ortaggi e fa rami tanto grandi che gli uccelli del cielo possono ripararsi alla sua ombra» (Mc 4,31-32).
Credo non si possa dire lo stesso del 99% della cosiddetta controinformazione, che dall’epoca COVID non ha fatto altro che spargere costantemente terrore. E’ facile comprendere come le persone impaurite si possano controllare più facilmente; lo sconforto rende chi deve affrontare una battaglia già uno sconfitto in partenza.
Così, in questi giorni ho sentito i giornalisti della controinformazione allarmare sulle nefaste conseguenze che accadranno dopo le iniziative intraprese da alcune città, in Europa e nel mondo. I sindaci delle varie cittadine, fra cui in Italia Genova, hanno vietato infatti la pubblicità della vendita di automobili, della carne e dei viaggi aerei.
La conclusione paventata dai bravi giornalisti e popolatori vari dei canali Telegram è la nostra prossima completa schiavitù. Essi dimenticano però che il progetto di sostituzione del circuito automobilistico mondiale con l’elettrico sia ormai irrimediabilmente naufragato. Sono le stesse case automobilistiche a non voler più investire nella propulsione elettrica.
Così come è naufragato anche il progetto voluto dalle élite di farci ingoiare insetti a pranzo e cena.
Se è vero che l’Europa rimane ancora nella loro morsa, è vero anche che le élite stanno perdendo costantemente terreno. Uno dei tanti esempi, il primo ministro inglese Keir Starmer che è stato letteralmente travolto nelle ultime elezioni: gli stessi deputati laburisti ne hanno chiesto le dimissioni.
Così per i Rothschild e per le altre grandi e ricchissime famiglie non va affatto tutto bene. Infatti i progetti accuratamente e a lungo programmati dalle élite sono naufragati per sempre con la fine dell’epoca COVID e dell’obbligo vaccinale con cui speravano di ottenere un massiccio depopolamento.
Se è vero che l’Italia rimane ancora pesantemente nel mirino, ci sono vari segni che fanno ben sperare: un esempio, il congelamento inaspettato della pericolosissima legge sull’antisionismo voluta da tutta la politica italiana compattamente.
Qualcuno evidentemente deve aver posto un veto silenzioso.
Per non parlare del patetico tentativo di riesumare la farsa del COVID con il nuovo Hantavirus. Peccato che non sia difficile appurare come la GAVI Alliance, sostenuta dalla Fondazione Bill and Melinda Gates, scrivesse del salto di specie compiuto dall’Hantavirus, da roditori a esseri umani, già nel 2021.

Mentre l’influencer Jake Rosmarin, che ha dichiarato di essere a bordo della nave MV Hondius, anni fa sponsorizzava guarda caso i vaccini anti COVID.
E allora, lasciatemi concludere – scrivendo le mie ultime parole su queste pagine – con il sorriso sulle labbra: prendendomi gioco, una volta tanto, di coloro che amano terrorizzare il prossimo ingannandolo.

Abbigliamento caldamente consigliato per fronteggiare il nuovo rischio Hantavirus
Un abbraccio a tutti e a ciascuno.
Arrivederci su Il granello di senapa.